martedì 18 dicembre 2012

LINK: Rassegna stampa ragionata completa 18.12.2012


Rassegna stampa di Dylan - Diego Cimara contatto avv cimaradiego@libero.it cimaradiego@mail.com Cari amici  la nostra rassegna ragionata, ha bisogno di collaborazione.  Se Dylan, rubando un po’ di tempo ai suoi interessi cinematografici e familiari, qualche volta vi darà qualche aggiornamento non aggiornato , non fidatevi, mangia pane e volpe…è di quella razza di reporter…che non se ne fanno più! - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.             



Quotidiano.net
UN GIORGIO NAPOLITANO severo e cupo saluta per l'ultima volta le alte autorità dello Stato con un lungo, amaro discorso in cui richiama i partiti — che sono stati «imperdonabilmente responsabili» di non aver modificato la legge elettorale — a non ...


Rispetto della privacy e silenzio stampa. È la richiesta della famiglia dell'ingegnere catanese Mario Belluomo sequestrato in Siria, dove lavorava per l'acciaieria Hmisho di Latakia. «Noi sapevamo da giorni del rapimento - rivela uno dei suoi fratelli, ...
 Alemanno, meno tagli a Comuni o dimissioni di massa. Cdm, Lazio vada al voto con Politiche, Lombardia e Molise  Elezioni: dl governo, dimezzata raccolta firme... ''Riduzione della meta' del numero delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e dei candidati'', che viene ''aumentata al 60% per i partiti e i movimenti politici...
Con un emendamento alla legge di Stabilità il governo prevede di prorogare di 12 mesi l'entrata in vigore del Salva Italia
Benigni: "Silvio, grazie". Conta più "di Napolitano, del Papa, di Dio" "Berlusconi è tornato, pietà". Altro che "fine del mondo" 

 PRIME PAGINE DEI GIORNALI IN EDICOLA
Il presidente della Repubblica scioglie la riserva: “Darò io l’incarico, sarà politico”; Imu, boom a sorpresa. Incassati 24 miliardi; Scuola, scure al concorsone, passa un aspirante prof su tre. Benigni incanta con la magia dei padri costituenti
Roma - IL CORRIERE DELLA SERA - In apertura: “Darò io l’incarico, sarà politico”. Editoriale di Massimo Franco: “L’atto finale di una stagione”. Di spalla: “Il tormento dell’Imu: sia (almeno) l’ultima volta”. Al centro, la fotonotizia: “Benigni incanta con la magia dei padri costituenti”. Accanto: “Un ingegnere italiano ostaggio in Siria di un gruppo di insorti”. In basso: “Diktat degli ultrà allo Zenit: Non vogliamo né neri né gay”. 

LA REPUBBLICA - In apertura: “Bersani e Monti, l’intesa non c’è”. L’analisi di Claudio Tito: “Il Professore e la legge dei voti”. Di spalla: “La grande paura dei ricchi riluttanti”. Al centro: “La tre giorni di Berlusconi in tv”. Accanto, la fotonotizia: “Lo show di Benigni su Raiuno tra Cavaliere e Costituzione”. In basso: “Imu, boom a sorpresa. Incassati 24 miliardi”.

LA STAMPA - In apertura: “Il prossimo premier sarà politico”. Editoriale di Federico Geremicca: “Idillio finito tra i due presidenti”. Al centro, la fotonoztizia: “Concorsone, bocciati due aspiranti prof su tre”. In un box: “Benigni: “Silvio, perché non ti riposi?”

IL GIORNALE - In apertura: “Mani sporche sulle elezioni”. Di spalla, Vittorio Feltri: “Pannella sta morendo e gli italiani se ne fregano”. Al centro, fotonotizia: “Anche Napolitano scarica Monti”. In basso: “Altro che Barbara D’Urso, ecco il fango di Fazio e Benigni”.

IL SOLE 24 ORE - In apertura: “Il nuovo fisco dei comuni, la tassa rifiuti slitta ad aprile”. Editoriale di Carlo Bastasin: “I tabù fiscali da superare in Europa e Usa”. Di spalla, Giorgio Squinzi: “Il senso dell’urgenza che non si può perdere”. Al centro: “L’Export riparte ad ottobre: +12%”. 

IL MESSAGGERO - In apertura: “Nomino io il nuovo governo”. Editoriale di Paolo Cacace: “Quegli errori imperdonabili”. Al centro, fotonotizia: “Lerici. Rapina in villa, l’auto nel fiume”. Di spalla: “Rifiuti, slitta ad aprile la nuova tassa”. Aa centro: “Scuola, scure al concorsone, passa un aspirante prof su tre”. 

IL TEMPO - In apertura: “Monti in gioco, Napolitano regista”. Editoriale di Mario Sechi: “Il grande scompositore”. Di spalla: “L’allarme di Draghi: crisi anche nel 2013”. Al centro, fotonotizia: “Divorziano, La Russa lascia Gasparri”. In basso: “Pannella e l’amnistia senza giustizia”. 

IL FATTO QUOTIDIANO - In apertura: “Napolitano contro Monti, dopo il voto decido io”. Editoriale di Antonio Padellaro: “Meglio magistrato che candidato”. Di spalla, Marco Travaglio: “Dovere di pernacchia”. Al centro: “Ingroia in aspettativa pronto a candidarsi”.   (ilVelino/AGV)
CRONACA
Palermo, crollano due palazzine: due morti. I soccorritori cercano due dispersi.
Le vittime sono un 84enne e il nipote di 54 anni. Diversi feriti sono stati trasportati in ospedale. I due edifici si sono accartocciati mentre i vigili li stavano facendo sgomberare perché insicuri
Due palazzine sono crollate e una terza è rimasta danneggiata nella zona dei cantieri navali di Palermo. Due uomini sono stati estratti senza vita dalle macerie mentre due persone risultano disperse. Il fatto è accaduto mentre i vigili del fuoco stavano evacuando uno dei due edifici chiamati dai residenti preoccupati per degli scricchiolii. Una decina le persone ferite trasportate in ospedale, tra cui una bambina di 8 anni che ha solo qualche escoriazione.
Le vittime sono Ignazio Accardi, di 84 anni, e il nipote Antonino Cinà 54 anni. Risultano invece ancora disperse la moglie dell'anziano, Maria La Mattina, 80 anni, ed Elena Trapani, 74. Le squadre dei vigili del fuoco stanno ancora scavando tra le macerie nella zona dove sono crollate le due palazzine, alla ricerca delle due donne. Tutto è successo alle 23.13 quando una delle palazzine di 4 piani, abitate da 8 famiglie, si è accartocciata su se stessa. La vittima, secondo la testimonianza dei vicini, al momento del crollo era affacciata al balcone e assieme alla moglie stava parlando con loro dal palazzo di fronte. I vicini di casa hanno visto le mura crollare e inghiottire i due anziani. "Non è giusto morire così", dice il figlio della coppia avvertito dai vigili del fuoco. Solo grazie all'intervento tempestivo dei pompieri si è evitato che il bilancio del crollo fosse ancora più drammatico. La macchina dei soccorsi è stata efficientissima con grande impiego di mezzi e uomini: dai vigili urbani, alla polizia, ai carabinieri, al 118 e alla protezione civile. Le ricerche dei dispersi non si fermano: un sonda tenta di captare eventuali suoni sotto le macerie e i cani del nucleo cinofilo sono pronti a intervenire, ma le speranze che i tre siano vivi sono poche. Sul posto, per tutta la notte, c'è stato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha cercato una sistemazione per i senza tetto. Sul crollo verrà aperta un'inchiesta per disastro colposo: sarà la magistratura ad accertare le cause del cedimento.  "Da un anno strani scricchiolii" Inizialmente si era parlato di una fuga di gas. Invece, pare che si sia trattato di un cedimento strutturale. "Da un anno avevano costruito un quarto piano e la casa si era riempita di crepe e si sentivano continui scricchiolii. Oggi i rumori hanno fatto preoccupare più del solito e abbiamo chiamato i vigili del fuoco, che ci hanno fatto immediatamente sgombrare. Qualche minuto dopo è venuto giù tutto". E' la testimonianza di Giuseppina Ferrara, che con la sua famiglia viveva al terzo piano di uno dei due edifici. Vigili del fuoco: "Situazione drammatica" "Siamo intervenuti in seguito ad una chiamata che ci segnalava un dissesto statico di un palazzo. Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione drammatica e abbiamo fatto evacuare due palazzine, mettendo in salvo anche una persona disabile". Così il comandate dei vigili del fuoco di Palermo, Gaetano Vallefuoco, racconta i momenti concitati prima del crollo delle due palazzine avvenuto a Palermo. "Alcuni abitanti sono riusciti ad uscire dagli edifici, ma all'improvviso - spiega il comandante - gli immobili sono venuti giù. Alcune persone rimaste dentro sono comunque riuscite a scappare, altri quattro invece non ce l'hanno fatta".

RAPIMENTI- Nessuna traccia di Andrea Calevo, l'imprenditore di 31 anni rapito nella sua villa di Lerici da un gruppo rapinatori, forse quattro, che secondo quanto emerso avrebbero origini dell'Est.
I banditi sono entrati nella residenza di Lerici prima del ritorno dell'imprenditore intorno alle 21. Tutti avevano il volto travisato da un passamontagna mentre due erano armati di pistola. Hanno immobilizzato la madre con un nastro isolante e si sono fatti aprire lacassaforte, dalla quale hanno portato via alcune migliaia di euro e monili d'oro. Quando Andrea, erede del gruppo specializzato in commercio e consulenza nel settore dell'edilizia, ha aperto il cancello elettrico della villa a Bellavista ed è entrato nel parco, lo hanno bloccato. Alla donna avrebbero detto: "Tuo figlio ce lo portiamo con noi per sicurezza, non ti preoccupare poi lo libereremo".
 FUGA E L'AUTO GETTATA NEL FIUME - Un assalto, probabilmente a scopo di rapina, ma sfociato in un rapimento. Dopo aver messo a soqquadro la villa, i sequestratori sono fuggiti con Calevo a bordo della sua auto ritrovata solo questa mattina nel fiume a Santo Stefano Magra. A lanciare l'allarme è stata la madre che è riuscita a liberarsi e chiamare i carabinieri.
 TABULATI TELEFONICI AL SETACCIO  - Molto probabilmente, è l'ipotesi degli investigatori, i malviventi sono arrivati alla villa con un'auto che poi hanno abbandonato, insieme a quella dell'imprenditore, per proseguire la fuga con una vettura 'pulita'. Qualche risposta in più potrebbe arrivare nelle prossime ore dall'analisi dei tabulati telefonici e dell'auto. Nel giardino della villa, infatti, sono stati recuperati due cellulari appartenenti a Calevo mentre l'Audi dell'imprenditore si trova già nei laboratori del Racis di Parma dove gli esperti sono alla ricerca di impronte e o di reperti che possano essere utili alle indagini.
 CONGELATI I BENI DELLA FAMIGLIA - Sarebbe già stato attivato dalla procura distrettuale antimafia di Genova il protocollo antisequestri dopo il rapimento dell'imprenditore Andrea Calevo, avvenuto la notte scorsa. Il protocollo prevede anche il blocco dei beni di famiglia. Secondo quanto appreso due le ipotesi investigative: la prima e' quella del sequestro a scopo di estorsione perche' la refurtiva e' stata scarsa; la seconda e' che i rapinatori abbiano compiuto il sequestro solo per coprirsi la fuga. ''La situazione è delicatissima - ha detto un inquirente impegnato nelle indagini - il fattore tempo è fondamentale, cosi' come la riservatezza delle indagini''. Intanto l'auto recuperata nel fiume Magra  a poca distanza dal lago Curadi, alimentato dallo stesso fiume, e' stata trasferita in un garage a disposizione del Ris di Parma.

 PROCURATORE DI GENOVA: "SITUAZIONE DELICATISSIMA" - Il procuratore di Genova Di Lecce ha piu'' volte sottolineato che la situazione e' "delicatissima". Gli inquirenti, che hanno a lungo interrogato la madre della vittima, stanno indagando a 360 gradi. I componenti del commando avevano il volto coperto da passamontagna quando a sera, intorno alle 22, sono entrati in villa. Uno di loro ha parlato rivolgendosi agli altri due in una lingua non italiana, secondo l'unica testimone, la madre del rapito, apparentemente slavo. L'indagine, coordinata dal procuratore di Genova Michele Di Lecce e dal sostituto Federico Panichi, e' svolta sul campo dai carabinieri del Ros.  

DDA DI GENOVA: "SEQUESTRO A SCOPO DI ESTORSIONE" - Dopo il rapimento, ieri sera, dell'imprenditore Andrea Calevo a Lerici, l'ipotesi su cui si muove la Dda di Genova, coordinata dal procuratore Capo Michele Di Lecce, e' quella di sequestro di persona a scopo di estorsione. Al momento c'e' massimo riserbo sulle indagini per tutelare l'incolumita' di Calevo, prelevato ieri sera intorno alle 22 nella sua villa sulle alture di Lerici.
SINDACO: "UN TIPO DI CRIMINALITA' CHE NON CONOSCEVAMO. UN RAGAZZO CHE LAVORA" - Livio Giorgi, il sindaco di Arcola, sede della ditta Calevo, si è recato stamattina in visita dalla madre dell'imprenditore rapito ieri sera. "Mi auguro che questa situazione duri poche ore - ha spiegato all'Adnkronos - siamo vicini alla famiglia: stamattina sono stato dalla madre di Andrea Calevo per manifestarle la vicinanza di tutta l'amministrazione".  "Siamo tutti molto preoccupati anche perché questo atto segna una svolta, per tutta la nostra zona, di un tipo di criminalità che non conoscevamo e che non ci aspettavamo mai di conoscere", dice poi il sindaco. "Sì ci sono stati, furti, rapine anche in stile arancia meccanica - ha ricordato - ma non conoscevamo i sequestri di persona, una cosa a noi del tutto estranea".
"La ditta Calevo è sempre stata anche l'orgoglio delle aziende sul territorio perché è un'impresa che fornisce materiali edili, hanno molti amici" spiega il primo cittadino che "esclude" che dietro il rapimento "ci siano problemi di altro genere se non quello che si tratta di una famiglia facoltosa. Speriamo non si arrivi a estorsioni e ricatti". "Una famiglia di gente che ha lavorato e che lavora - ha detto Giorgi ai microfoni di TgCom 24". Andrea guida l'azienda da quando è morto il padre: "Un ragazzo che la mattina si alza e lavora fino alla sera".
LA VICINA: "ORA HO PAURA" - Alle parole del sindaco ha fatto eco una vicina di casa della famiglia Calevo: ''Ho paura - ha detto l'anziana donna che ha preferito mantenere l'anonimato - che possa succedere anche a me. Questa è una zona isolata, con molte villette sparse qua e la', potrebbe succedere a ognuno di noi''.
APPRENSIONE FRA I DIPENDENTI DELLA CALEVO - A Romito Magra, all'azienda di Andrea Calevo, c'è come ogni giorno un viavai continuo di clienti che vengono ad acquistare il materiale. Si continua a lavorare, ma con grande apprensione tra i dipendenti. Tutti aspettano buone notizie. Anche i clienti che conoscevano Andrea Calevo, fin da quando era piccolo, pregano per il giovane. Tutti ne parlano come un gran lavoratore, una famiglia non chiacchierata e nessuno si spiega perché possa essere successo questo.
VISITA DEL PARROCO - Il parroco di Lerici, don Federico, in serata è arrivato nella villa della famiglia Calevo. Il sacerdote non ha voluto parlare con i cronisti radunati davanti al cancello della
villa. In casa, oltre alla madre di Andrea Calevo anche la sorella dell'imprenditore spezzino, Laura, giunta da Milano dove vive.

SIRIA
Siria, ingegnere italiano rapito. L'azienda nega: non lavorava per noi. Belluomo, catanese, è scomparso da giorni insieme a due tecnici stranieri
E' giallo su Mario Belluomo, l'ingegnere italiano rapito in siria insieme ad altri due tecnici, forse russi (Mosca per ora non conferma). Belluomo, tecnico di Catania , è stato sequestrato nella zona di Tartus, città costiera a Nord di Damasco, secondo porto del Paese. Si è detto che lavorava per l'azienda siriana Hmisho, che gestisce le acciaierie nella regione costiera di Latakia. Ma la stessa azienda smentisce. Il fratello di Belluomo ha detto che il rapimento risale a giorni fa e la famiglia ha chiesto il silenzio stampa. Chi è il rapito. Belluomo ha 63 anni, è nato a Catania dove si è laureato nel 1981 in ingegneria elettrotecnica. Abita in un'elegante palazzina immersa nel verde a San Gregorio, paese della cintura del capoluogo etneo. Quest'anno fino a giugno era in Sicilia. È uno dei 5.500 iscritti all'ordine degli ingegneri di Catania. Uno dei suoi cinque fratelli, Gianfranco, ha spiegato: «Noi e i responsabili dell'unità di crisi della Farnesina volevamo che non trapelasse per evitare di farlo diventare un caso internazionale».
L'azienda: non lavorava per noi. Pare che Belluomo lavorasse per l'azienda siriana Hmisho, che gestisce le acciaierie nella regione costiera di Latakia. La società, però, smentisce. Contattato telefonicamente dall'Ansa, un responsabile a Latakia della Hmisho ha detto di non avere alcuna informazione del tecnico italiano e che «da cinque anni la nostra azienda non si avvale di consulenti stranieri, né italiani né di altra nazionalità». Il responsabile ha preferito non rivelare le sue generalità. Silenzio stampa. La famiglia Belluomo ha chiesto il «silenzio stampa» sul rapimento: «Chiediamo ai giornalisti - dice il fratello Gianfranco - di rispettare la nostra scelta. Nostra madre, che è anziana, non sa ancora alcunché e stiamo evitando di farle guardare telegiornali o leggere quotidiani». «Sarebbe terribile e scioccante se si presentassero cronisti a casa nostra, potrebbe stare male. Per questo invitiamo tutti a rispettare la nostra privacy».
Terzi al lavoro. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi sta seguendo personalmente, attraverso l'Unità di crisi, il caso del tecnico italiano rapito. «In tutti questi casi l'incolumità del connazionale è la nostra priorità assoluta ed è indispensabile tenere il massimo riserbo»: «stiamo lavorando con il massimo impegno», sottolinea il ministro. Informati i familiari. Appena appresa la notizia l'Unità di crisi della Farnesina ha effettuato gli opportuni approfondimenti ed attivato tutti i canali per i necessari interventi a favore del cittadino italiano. Ed ha immediatamente informato - si precisa - della situazione i familiari dell'interessato, con i quali resta in stretto contatto.
Il dissidente: rapiti dai miliziani di Assad. Dietro il rapimento in Siria dell'ingegnere italiano Mario Belluomo ci sono «i miliziani del presidente Bashar al Assad» che tentano così di «screditare l'opposizione siriana agli occhi dell'Italia, paese in prima linea nella crisi», commenta Shady Hamadi, noto dissidente attivista di origini siriane nato e cresciuto a Milano. «Non posso che augurare - aggiunge - una rapida liberazione di Belluomo». Il sindaco. «Grande solidarietà per il nostro concittadino, Mario Belluomo, e per la sua famiglia» è espressa dal sindaco di Gravina di Catania. «Conosco personalmente l'ingegnere Belluomo, persona dagli alti valori morali. Confido nell'azione della nostra ambasciata e delle istituzioni diplomatiche - dice Palermo - affinché possano intervenire con immediatezza ed efficacia per poter dare un contributo risolutivo a questo tragico episodio». L'Ordine degli ingegneri della Sicilia. «Questo sequestro - spiega il presidente dell'ordine siciliano degli ingegneri Carmelo Grasso - è il prezzo che si paga in una terra, come la Sicilia, ma anche il resto d'Italia, dove non si trova lavoro e per esercitare la professione si è costretti ad andare all'estero, anche in posti poco sicuri».
I vicini di casa. «Una persona discreta, buona: lo conosciamo tutti qui». Così una vicina di casa dell'ingegnere Mario Belluomo. La notizia irrompe in una zona di villette a due livelli immerse nel verde di San Gregorio. «Lo conosco, è una bravissima persona, da una paio d'anni abita qui», aggiunge un altro vicino di casa. «Onestamente la notizia del rapimento - osserva Sergio Cosentino, 32 anni, agente immobiliare - lascia abbastanza sbigottiti. Sono rimasto un po' scioccato». «È sposato - precisa Cosentino - ha figli. È una persona molto per bene. Abitano qui da un paio d'anni. Fanno una vita normale, gente tranquillissima, non hanno mai dato problemi».
La Farnesina. «Anche in questo caso, in raccordo con tutte le strutture dello Stato coinvolte, stiamo lavorando con il massimo impegno e con la stessa dedizione con cui le nostre Ambasciate e Consolati quotidianamente prestano assistenza ai connazionali in difficoltà, anche in regioni e situazioni a rischio», precisa il capo della diplomazia italiana secondo quanto si apprende dalla Farnesina. «Dal novembre 2011 l'azione del Governo, di tutte le sue strutture ed in particolare dell'Unita di Crisi della Farnesina ha condotto alla liberazione di 27 cittadini italiani rapiti all' estero: ricordo - prosegue il ministro - che due di questi furono rapiti proprio in Siria e lo scorso 29 luglio sono rientrati in Italia, grazie all'intenso lavoro e alla stretta collaborazione di tutti gli organi dello Stato». Giovanni Lo Porto. Non va poi dimenticato - prosegue - «che vi è ancora un nostro connazionale in mano ai rapitori, Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012, per la cui liberazione non si attenua in nessun modo l' impegno delle autorità e dei massimi livelli istituzionali. A lui e al connazionale in Siria va in queste ore il mio pensiero».
METEO
neve sui confini alpini, veloci nuovi rovesci sull’alto Adriatico e sul Veneto verso Ferrarese e Romagna e tutte le Adriatiche fino alla Puglia, locali su Umbria, peggiora con rovesci sulle regioni adriatiche tutte dal Veneto alla Puglia con neve a 500m, peggiora su Abruzzo, Basso Lazio, Campania, temporali dal Tirreno versoCilento, Calabria, nord Sicilia con maltempo la sera su Calabria e nord Sicilia.

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