venerdì 25 gennaio 2013

LINK: rassegna stampa ragionata completa 25.01.2013

Rassegna stampa di Dylan - Diego Cimara contatto avv cimaradiego@libero.it cimaradiego@mail.com Cari amici  la nostra rassegna ragionata, ha bisogno di collaborazione.  Se Dylan, rubando un po’ di tempo ai suoi interessi cinematografici e familiari, qualche volta vi darà qualche aggiornamento non aggiornato , non fidatevi, mangia pane e volpe…è di quella razza di reporter…che non se ne fanno più! - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.             

Chiudono per la CRISI Più DI MILLE AZIENDE al giorno!
 Corona OGGI torna in Italia. Racconta la 'fuga' su web ,PEGGIO DI SCHETTINO 
Ashley Smith si uccide in carcere davanti alle guardie che restano ferme
Ruzzle, 5 trucchi per vincere nel gioco-  storia, segreti e trucchi,quello che c'è da sapere  

Le prime pagine dei giornali in edicola
Mps, resa dei conti in assemblea con il caso derivati che irrompe su campagna elettorale
di red - 25 gennaio 2013 08:00fonte ilVelino/AGV NEWSRoma

CORRIERE DELLA SERA - In apertura: “Caso derivati, tensione su Bankitalia”.  Editoriale di Sergio Rizzo: “Le colpe non viste”. Al centro con foto: “Napolitano, le riforme e l’unità del Paese”. Accanto: “Critiche ai trattati Ue nella riunione degli economisti Pd”. In basso: “Corona estradato, ‘In cella senza letto’”.

 LA REPUBBLICA - In apertura: “Montepaschi, scontro sui controlli”. Il retroscena di Claudio Tito: “Il grande patto che il Cavaliere offre al Pd”. Al centro: “Sinistra 12 punti sopra Pdl e Lega, i centristi al 16%, Grillo a quota 13”. Ancora al centro: “Casa Pound minaccia, ‘Violentiamo l’ebrea’”. In basso: “Il Belpaese dei fratelli musulmani”.

 LA STAMPA - In apertura: “Mps, Monti contrattacca”. Editoriale di Elisabetta Gualmini: “Sul lavoro si rischia lo stallo”. In alto: “Manca un mese al voto, centrosinistra avanti ma a Bersani serve il centro”. Al centro, con foto: “Esercito Usa, la svolta del Pentagono: anche le soldatesse nelle missioni di guerra”. Ancora al centro: “Chiudono per la crisi 1000 aziende al giorno”. Accanto: “Bersani: non lascio Vendola per il Prof”. Di spalla: “Torino commossa ricorda l’Avvocato: ‘Ci ha insegnato a non temere il futuro’”.

 IL GIORNALE - In apertura: “Banca rossa fraudolenta”. Al centro con foto: “Euro per euro vi sveliamo la paga di Marchionne”. Di spalla. “Se la demagogia vola sugli F-35”. In basso: “saldiamo noi il conto di casa Severino”
 IL SOLE 24 ORE - In apertura: “Mps, resa dei conti in assemblea”. Editoriale di Fabrizio Forquet: “Il legame da tagliare”. Al centro: “La moral suasion di Via Nazionale che ‘dimissionò’ Mussari e Vigni”. Al centro: “Squinzi: più crescita meno austerità” .

 IL MESSAGGERO - In apertura: “Mps, battaglia in Parlamento”. Editoriale di Francesco Grillo: “La distanza che divide riformisti e conservatori”. Al centro: “Statali, ecco la mappa, arrivano 7576 esuberi”. In basso: “‘Stupriamo un’ebrea’. Retata di neonazi”.

 IL TEMPO - In apertura: “Dal Pd a Grilli fino a Draghi. Lo scaricabarile su Monti”. Editoriale di Francesco Perfetti: “La sfiducia fa vincere l’antipolitica”. Al centro con foto: “Meloni-Storace, Fratelli di destra”. In basso: “I candidati Pdl si dimettono, cambia la giunta”.

 IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: “La bomba Mps scoppia su Monti e il Pd”. Editoriale di Antonio Padellaro: “Il voto e il monte”. Di spalla, Marco Travaglio: “Avevamo una banca”. Al centro: “Bilanci truccati per dare fondi alla fondazione”.

IL DITO NELL'OCCHIO !!!!! RISCHIO DEFAULT
MERANO. Quando la fame diventa così forte da far protestare lo stomaco, c’è chi si spinge anche a cercare cibo nei bidoni delle immondizie, in particolare in quelli che si trovano nei cortili dei supermercati. Basta anche una mela o un altro frutto, magari anche ammaccato o avariato solo in parte, un peperone o un sedano che sta per marcire, per placare il brontolio dello stomaco, la voce della fame. E non siamo nelle favelas del Sudamerica o nelle zone più povere dell’Africa, bensì nell'opulento Alto Adige.
Sempre più spesso accade che al mattino i primi dipendenti che arrivano al lavoro nei supermercati trovino i bidoni dei rifiuti rovistati se non addirittura rovesciati da chi, spinto dalla disperazione, cerca cibo a costo zero. Le ultime segnalazioni riguardano il supermercato Ld di via Piave. Un paio di sere fa un bidone dell’umido è stato trovato completamente rovesciato nel cortile interno. All’interno tutta la verdura avanzata sugli scaffali a un passo dal marcire. altoadige.gelocal.it
Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’11,1%: si tratta di 8,2 milioni di individui poveri, il 13,6% della popolazione residente. E’ quanto ricorda l’Istat nel rapporto ‘Noi Italia’, aggiungendo che lapoverta’ assoluta coinvolge il 5,2% delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui.
Guardando al 2010, fa sapere sempre l’Istat, circa il 57% delle famiglie residenti in Italia ha acquisito un reddito netto inferiore a quello medio annuo (29.786 euro, circa 2.482 euro al mese). In Sicilia si osserva la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito e il reddito medio annuo più basso (il 28,6% in meno del dato medio italiano).
Occupati in Italia  il 61%, peggio di Grecia e Ungheria
Nel 2011 in Italia è occupato il 61,2% della popolazione di 20-64 anni, solo un decimo di punto in più rispetto al 2010. Lo rileva l’Istat , aggiungendo che, nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d’occupazione inferiori. Guardando alle donne, le occupate sono solo il 49,9%. Il carrello della spesa continua a ridursi. Gli italiani, sotto i colpi di una difficile crisi economica, sono costretti a una dura “spending review” casalinga che coinvolge anche la tavola. Cosi’ sei famiglie su dieci sono state obbligate a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari; mentre il 50 per cento ha ridotto decisamente a spesa.
Il 34 per cento (7,4 milioni) ha optato ormai per prodotti “low-cost” o di qualita’ inferiore e il 28 per cento (6,5 milioni) ha ammesso di rivolgersi quasi esclusivamente ai discount. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle stime Istat sull’inflazione a dicembre e nel corso del 2012.
A dicembre -afferma la Cia- la corsa del carrello della spesa e’ leggermente rallentata, ma resta comunque ancora troppo “caro” per le tasche delle famiglie, mantenendosi superiore al tasso d’inflazione di circa un punto percentuale: a questa frenata ha contribuito -avverte la Cia- l’agricoltura che ha mantenuto i listini a livelli bassi . agi
Su inattività Italia battuta solo da Malta. Gli italiani fanno la fame e il Governo dovrebbe a questo punto seriamente valutare l’apertura di mense pubbliche per distribuire gratuitamente pane e pasta a chi ne fa richiesta. E’ quanto osserva il Codacons, commentando i dati sul commercio al dettaglio. Per il Codacons il dato drammatico e’ la discesa nel settore alimentare che registra un crollo del 2%.
Se si considera, infatti, che il dato incorpora anche l’inflazione e che a novembre i prezzi degli alimentari erano saliti su base annua del 2,3%, si deduce che in termini quantitativi si tratta di tracollo piu’ che doppio. In pratica, spiega il Codacons, “gli italiani fanno la fame, dato che la discesa dei consumi nel settore alimentare prosegue ininterrottamente dal 2007. Non a caso scendono le vendite persino degli ipermercati nonostante le offerte promozionali e le vendite sottocosto, registrando un ribasso tendenziale del 2,6%. A reggere solo i discount, ossia i prodotti non di marca.
In sostanza gli italiani, pur di mangiare, devono abbandonare i brand leader dell’industria alimentare che hanno reso noto il made in Italy nel mondo.
A questo il punto il Governo dovrebbe seriamente valutare l’apertura di mense pubbliche per distribuire gratuitamente pane e pasta a chi ne fa richiesta. Non bastano piu’, insomma, le mense delle lodevoli associazioni caritatevoli, spesso non distribuite a livello cosi’ capillare sul territorio”. Visto che con i consumi si e’ tornati al dopoguerra, occorre che le istituzioni pubbliche prendano atto della realta’ in cui vivono gli italiani e vi si adeguino. (AGI) .
Nel 2011 il tasso d’inattivita’ tra i 15 e 64 anni è al 37,8%, valore tra i più elevati d’Europa, con l’Italia battuta solo da Malta. Particolarmente elevata è l’inattività femminile (48,5%). Sono considerati inattivi coloro che nè sono occupati nè sono in cerca di un lavoro.
La sinistra si prepara a governare l’italia come ha governato il monte dei paschi. Sarà una legislatura instabile della durata di pochi mesi:Idi di marzo e poi:Niente vacanze 2013:governo balneare!
LA GENTE PERBENE A CAUSA DEL MANCATO CREDITO INVECE DI RIVOLGERE LA PISTOLA CONTRO I NEMICI DEL POPOLO E AMICI DELLE BANCHE;SI SPARANO::: Il 79% degli italiani si sente insicuro sotto il profilo economico, mentre per il 40% la paura sul futuro invade ogni ambito della vita: sono i dati che emergono dall’edizione 2012 del rapporto sulla sicurezza in Italia ed Europa, diretto da Ilvo Diamanti e realizzato da fondazione Unipolis, Demos&Pi e osservatorio di Pavia.
Dal 2007 a oggi l’indice di insicurezza economica e’ cresciuto di sedici punti percentuali, sei dei quali solo nell’ultimo anno, ed e’ aumentata dell’8% l’insicurezza ‘assoluta’. agi
Abbiamo perduto 16 anni di benessere. «Fino a che il ceto medio non ce la fa ad arrivare a fine mese, fatturato e ordinativi continueranno a precipitare visto che le famiglie non avranno i soldi per acquistare i beni prodotti dalle industrie». E' quanto sottolinea il Codacons commentando i dati Istat che ha registrato una riduzione sostanziale sul fatturato.
Secondo l'associazione codacons, «l'idea avanzata da tutti gli schieramenti politici in competizione elettorale di abbassare, come primo provvedimento, le tasse sul lavoro, a cominciare dall'Irap, non potrà aiutare l'Italia a uscire dalla recessione in cui è precipitata».
Il Codacons ricorda che «nella manovra di lacrime e sangue per le famiglie, il dl Salva Italia, le imprese hanno invece beneficiato di miliardi di agevolazioni sotto forma di riduzioni di Irap e di aiuti alla crescita economica (Ace). I dati di oggi dimostrano, però, che non sono serviti a nulla. Ecco perchè - osserva l'associazione dei consumatori - le poche risorse che si renderanno disponibili in futuro andrebbero non disperse in interventi a pioggia e concentrati tutti in un dl salva famiglie, altrimenti non ci sarà crescita fino alla fine del 2014. È evidente che se c'è polvere sotto il tappeto dei conti pubblici, questa è la stima della crescita prevista per la fine del 2013, una stima che non tiene conto del colpo di grazia che arriverà a fine anno dall'aumento delle aliquote dell'Iva, che avranno come unico effetto quello di ridurre ulteriormente i consumi e, paradossalmente, il gettito stesso dell'Iva, già calato dell'1,8% nei primi 11 mesi del 2012 (-1,818 miliardi di euro)».  I consumi tornano ai livelli del secolo scorso, con Federconsumatori che rivela che la spesa complessiva delle famiglie è calata di 44 miliardi di euro in due anni.
I redditi tornano ai livelli del 1986  Drammatici i dati diffusi dall’Istat che registra8,2 milioni di poveri. Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l'11,1%, il 13,6% della popolazione residente. La povertà assoluta, stabilisce l'Istat, coinvolge il 5,2% delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui. Sempre nel 2011in Italia è stato occupato il 61,2% della popolazione di 20-64 anni, solo un decimo di punto in più rispetto al 2010. Nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d'occupazione inferiori. Guardando alle donne, le occupate sono solo il 49,9%. La disoccupazione di lunga durata, che perdura cioè da oltre 12 mesi, ha riguardato, nel 2011, il 51,3% dei disoccupati nazionali, il livello più alto raggiunto nell'ultimo decennio.  
Istat. Ripresa lenta priva di effetti sulle famiglie
Non va meglio per quanto riguarda il numero di persone inattive. Nel 2011 il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni è stato pari al 37,8% e non subisce variazioni rispetto al 2010. Un livello ragguardevole, secondo nella graduatoria europea dopo quello di Malta.  Nel mondo la disoccupazione colpisce quasi 200 milioni di persone più dell’anno scorso mentre in Europa il nostro Paese sta meglio solo di Grecia e Spagna. Dice il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, che la ripresa in Italia è "probabile" che arrivi nella seconda metà del 2013 ma sarà "molto lenta e non riuscirebbe a produrre nel breve termine effetti significativi sulla disoccupazione e quindi sulla condizione delle famiglie
Lo studio di Rete Imprese Italia. Giù redditi e consumi
Secondo i dati di Rete Imprese il 2013 sarà un anno tragico per i consumi, che dopo il crollo dello scorso anno (4,4%) caleranno ancora dell'1,4% e scenderanno ai livelli di 15 anni fa. Contro i 16.654 euro del 2011 la spesa per il 2013 si dovrebbe attestare a 15.695 euro a testa.
Il crollo dei consumi è però figlio del crollo dei redditi con gli italiani che vedono il loro potere d'acquisto in ritirata tanto che il loro reddito disponibile è ai livelli di 27 anni fa. Il reddito medio degli italiani è infatti sceso a meno di 17mila euro: 16.955 euro contro i 17.337 euro dello scorso anno. Un crollo rispetto al dato del 2007, anno di inizio della crisi, quando era a 19.515 euro
Chiudono i battenti 216 mila imprese Fisco al 56,1%
Sempre secondo Rete Imprese Italia nei primi nove mesi del 2012 hanno chiuso i battenti oltre 216mila imprese artigiane e dei servizi di mercato e le iscrizioni ammontano invece a poco meno di 150mila (147mila) per un saldo negativo per 70mila unità.Secondo le stime dell'associazione, nei dodici mesi sono circa centomila le imprese in meno. Altro punto dolente è la pressione fiscale effettiva che salirà nel 2013 a quota 56,1%, rispetto al 46,3% della pressione fiscale apparente. Nel 2012 la pressione fiscale per i cittadini in regola con il fisco à stata, sempre secondo lo studio, pari a 55,2%.
Ocse. Italia fanalino di coda nell’occupazione.Abbiamo il costo del lavoro più alto dell’ocse e gli stipendi più bassi.Un lavoratore costa al datore di lavoro 4 mila euro,quando lui perende uno stipendio di 1.200 euro.Il costo assicurativo è altissimo ad esempio.Bisogna detassare immediatamente prima del default!
Secondo i dati Ocse l'Italia è il paese europeo con il tasso di occupazione più basso dopo la Grecia e la Spagna. Nel terzo trimestre del 2012 si è registrato infatti un tasso di occupazione del 56,8% in Italia, stabile rispetto al trimestre precedente e in calo dello 0,1% rispetto all'analogo periodo del 2011, superiore solo al 50,4% della Grecia e al 55% della Spagna.200 milioni i disoccupati nel mondo Va peggio per i giovani
Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), che ha reso noto il suo nuovo Rapporto sulle tendenze globali dell'occupazione 2013, il numero di disoccupati a livello mondiale è aumentato di 4,2 milioni nel 2012 superando la cifra di 197 milioni e portando il tasso di disoccupazione a quota 5,9%. La situazione del mercato del lavoro è pesante soprattutto per i giovani, con circa 74 milioni di persone tra i 15 e i 24 anni senza lavoro, che equivale ad un tasso di disoccupazione giovanile del 12,6%. “Il costo dell'inattività- dice il Rapporto-che porta alla disoccupazione di lunga durata e accentua la disconnessione dei giovani alla società, sarebbe molto più elevato" dell'attuazione di sistemi che garantiscono l'occupazione o la formazione di gruppi mirati di giovani.

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