mercoledì 9 gennaio 2013


Rassegna stampa di Dylan - Diego Cimara contatto avv cimaradiego@libero.it cimaradiego@mail.com Cari amici  la nostra rassegna ragionata, ha bisogno di collaborazione.  Se Dylan, rubando un po’ di tempo ai suoi interessi cinematografici e familiari, qualche volta vi darà qualche aggiornamento non aggiornato , non fidatevi, mangia pane e volpe…è di quella razza di reporter…che non se ne fanno più! - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.             

PRIME pagine dei giornali in edicola da agv il velino
Imu, l’Ue: Così non è una tassa equa – Strasburgo condanna l’Italia per le condizioni carcerarie – Napoli, ex-questore ai domiciliari
di red - 09 gennaio 2013 07:50fonte Il Velino/AGVRoma Giornali prime pagine
CORRIERE DELLA SERA - In apertura: “Doppio affondo di Monti”. Editoriale di Antonio Polito: “Un difficile equilibrio”. Al centro fotonotizia: “Il tablet che si piega come un foglio”. Di spalla: “L’Imu diventa un caso. L’Europa: sia più equa, ma non è una bocciatura’”. Sotto: “Le regole antirazzismo negli stadi”.
LA REPUBBLICA - In apertura: “La battaglia dell’Imu”. Editoriale di Massimo Giannini: “Il fisco nell’urna”. Di spalla: “Giovani, disoccupazione record, il 37 per cento non trova lavoro”. Sotto: “Una tortura le vostre carceri’, Strasburgo condanna l’Italia”. Al centro: “Lombardia, scoppia il caso Albertini”
LA STAMPA - In apertura: “L’Europa, l’Imu diventi più equa”. Editoriale di Elisabetta Gualmini: “Il pioniere del Terzo Polo”. Al centro, fotonotizia: Tre anni dopo Rosarno è ancora una polveriera”. Di spalla: “Carceri, l’Italia condannata. Napolitano: ‘Mortificante’.
IL GIORNALE - In apertura: “L’Europa: Monti vi ha rovinato”. Editoriale di Vittorio Feltri: “Ci affamano e ci spiano. Dovremmo pure votarli?”. Al centro, fotonotizia: “L’aria cambia, il Pdl risale e Silvio sbugiarda la Gruber”. Accanto: “Le mimose di sinistra a spese del contribuente”
IL SOLE 24 ORE - In apertura: “Casa e affitti, ecco come difendersi dal caro fisco”. Editoriale di Alberto Quadrio Curzio: “Italia-Europa, la centralità delle imprese”. Al centro: “Il fondo Esm debutta con tassi negativi”. Di spalla: “Politica indutriale: consensi bipartisan alle priorità di Squinzi”.
IL MESSAGGERO - In apertura: “La Ue boccia la tassa sulla casa”. Editoriale di Gian Maria Gros-Pietro: “Quando l’imposta è una doppia beffa”. Al centro: “’Dismissioni e pil al 2%’, il patto di Confindustria”. Di spalla, editoriale di Paolo Graldi: “Scandalo delle carceri, la condanna umilia il paese”. In basso: “Appalti, ex-questore ai domiciliari”
IL TEMPO - In apertura: “La giostra delle candidatura”. Editoriale di Mario Sechi: “La mia scelta per esserci in prima persona”. Di spalla: “Lorenzin e Bongiorno. Sfida rosa a Zingaretti”
IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: “Tagliano pensioni e ospedali, ma comprano sommergibili”. Editoriale di Marco Travaglio: “Mai dire Nord”. Al centro: “Carceri, scandalo mondiale”. Sotto: “L’ex-tesoriere leghista Stiffoni: “I conti paralleli erano il metodo di Maroni”

ULTIME- Liberati i tre marinai italiani rapiti in Nigeria
GLI UOMINI ERANO STATI SEQUESTRATI IL 23 DICEMBRE SCORSO
La soddisfazione del l ministro Terzi: «Faranno presto ritorno in Italia». E ringrazia le autorità nigeriane per il lavoro svolto-«I nostri tre marinai sono liberi e faranno presto rientro in Italia»: così il ministro degli Esteri Giulio Terzi dà notizia della liberazione dei tre italiani sequestrati lo scorso 23 dicembre al largo delle coste della Nigeria, mentre il rimorchiatore Asso21 su cui erano imbarcati si dirigeva a Port Harcourt.
CHI SONO - I marinai rapiti che si trovavano a bordo dell'Asso 21 sono il comandante Emiliano Astarita (37 anni), di Piano di Sorrento (Napoli), il primo ufficiale Salvatore Mastellone (39 anni) di Sant'Agnello (Napoli) e il secondo ufficiale motorista Giuseppe D'Alessio (30 anni) di Pompei. Insieme a loro è stato prelevato l'ucraino di 35 anni Anatoly Alexelev. Dopo il sequestro ci sono state polemiche rimbalzate sul web per la mancanza di guardie private a bordo della nave in acque in cui si erano già registrati attacchi dei pirati nigeriani.
MINISTRO - «È un successo - prosegue Terzi - degli uomini e delle donne della Farnesina e di tutti i funzionari delle strutture dello Stato coinvolte, che con la loro tenacia e professionalità hanno reso possibile l'esito positivo di questa difficile vicenda». «Desidero inoltre ringraziare le autorità nigeriane, che in queste settimane ci hanno sempre assicurato la massima collaborazione», ha aggiunto Terzi, rimasto sempre in contatto con il collega nigeriano per la gestione del caso. L'Unita di crisi del Ministero degli Esteri ha già informato i familiari e l'armatore. Sono 30 i connazionali sequestrati all'estero che in questi mesi sono stati riportati a casa.
E I MARO’?
Non sono stati i marò a sparare, c’era un’altra nave di pirati nelle vicinanze, sono stati loro.
Nel rapporto consegnato in un primo momento dai membri dell’equipaggio dell’Enrica Lexie alle autorità indiane e italiane (entrambi i Paesi hanno aperto un’inchiesta) si specifica che Latorre e Girone hanno sparato tre raffiche in acqua, come da protocollo, man mano che l’imbarcazione sospetta si avvicinava all’Enrica Lexie. Gli indiani sostengono invece che i colpi erano stati esplosi con l’intenzione di uccidere, come si vede dai 16 fori di proiettile sulla St. Antony.
Il 28 febbraio il governo italiano chiede che al momento dell’analisi delle armi da fuoco siano presenti anche degli esperti italiani. La Corte di Kollam respinge la richiesta, accordando però che un team di italiani possa presenziare agli esami balistici condotti da tecnici indiani.
Gli esami confermano che a sparare contro la St. Antony furono due fucili Beretta in dotazione ai marò, fatto supportato anche dalle dichiarazioni degli altri militari italiani e dei membri dell’equipaggio a bordo sia dell’Enrica Lexie che della St. Antony.
Staffan De Mistura, sottosegretario agli Esteri italiano, ha dichiarato alla stampa indiana: «La morte dei due pescatori è stato un incidente fortuito, un omicidio colposo. I nostri marò non hanno mai voluto che ciò accadesse, ma purtroppo è successo».
I più cocciuti, pur davanti all’ammissione di colpa di De Mistura, citano ora il mistero della Olympic Flair, una nave mercantile greca attaccata dai pirati il 15 febbraio, sempre al largo delle coste del Kerala. La notizia, curiosamente, è stata pubblicata esclusivamente dalla stampa italiana, citando un comunicato della Camera di commercio internazionale inviato alla Marina militare italiana. Il 21 febbraio la Marina mercantile greca ha timidamente escluso qualsiasi attacco subito dalla Olympic Flair ma non ha mai comunicato dove è finita l’imbarcazione sparita nel nulla che risulterebbe di altezza logica da aver perizialmente sparato contro l’imbarcazione indiana cosa assurda per l’inclinazione dei proiettili da parte della nave italiana.

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